Da dove viene il vino? Un’indagine sulle sue origini

INTRODUZIONE Gentili lettori, è da un po’ che non pubblico articoli sul mio blog. Come sapete, sono stata un po’ impegnata. Finalmente, dopo tanti sacrifici, sono riuscita a laurearmi. La mia tesi verteva sui segni distintivi dell’imprenditore vitivinicolo e l’accesso al credito attraverso la brevettazione. Studiando, mi sono resa maggiormente conto della stretta connessione tra il “vino” e la “giurisprudenza”, infatti ho deciso di trattare in futuro anche argomenti vertenti sul diritto vitivinicolo, sfruttando così entrambe le mie passioni. Nel mio percorso di studio ho scorto il significato della parola “vino”, la cui radice sanscrita “vena” vuol dire “amato”. L’ORIGINE DELLA VITE: UNA STORIA MILLENARIA Ora però vorrei soffermarmi sull’origine della vite, ovvero la pianta da cui proviene il vino. La vite è una pianta originaria dell’India, che si è diffusa in tutta l’Asia fino ad espandersi al Mediterraneo. Secondo una legenda arabica, Adamo, il primo uomo, conosceva la vite e, secondo la tradizione, l’albero proibito del paradiso terrestre era la vite, non un melo. Altre versioni sostengono che l'”inventore” del vino fu Noe, il quale, dopo il diluvio universale, avrebbe ripristinato le pratiche agricole ponendo particolare attenzione alla coltivazione della vite. Molte altre leggende, legate a diverse religioni e culture, attribuiscono a vari personaggi e divinità l’invenzione delle pratiche enologiche, primo fra tutti Bacco, nientemeno che il dio del vino, divenutone nei secoli il simbolo. Sembra comunque certo che l’arte di fare il vino sia di origine orientale e che si sia diffusa in Occidente con le migrazioni dei popoli ariani provenienti dall’India (nel 2500 a.C. circa). Tuttavia questi trovarono almeno un Paese, l’Armenia, dove la coltura della vite e la pratica della vinificazione erano conosciute già da molto tempo; in questa regione, situata a sud del mar Nero e comprendente anche parte della Turchia, si trova il monte Ararat dove, secondo la leggenda, l’arca si arenò alla fine del diluvio e dove Noè piantò la vite. Della produzione del vino in Egitto si hanno notizie certe fin da prima del 1600 a.C.; dall’Egitto la pratica si diffuse poi presso gli Ebrei, gli Arabi, i Fenici e i Greci, conservando sempre quell’indissolubile legame tra pratiche religiose e vino, che si è tramandato nei millenni da un culto all’altro. LA PRODUZIONE DEL VINO IN ITALIA In Sicilia la produzione del vino risale al 2000 a.C., mentre nel resto dell’Italia pare si sia affermata successivamente presso i Sabini e gli Etruschi; questi ultimi, all’epoca della loro massima potenza, dominavano dalla Pianura Padana fino alla Campania, e in tutta questa vasta zona diffusero la coltura della vite e del vino. Nei primi secoli della storia di Roma non fu data grande importanza ad essi; ma nel 146 a.C., con la conquista della Grecia, dove la pratica enologica era assai importante, iniziò un’epoca di forte espansione. Al punto che l’imperatore Domiziano vietò l’impianto di nuovi vigneti in Italia e fece estirpare metà di quelli presenti negli altri territori dell’Impero Romano. A partire dal I secolo, con la generale crisi dell’ agricoltura prima e con le invasioni barbariche poi, ci fu un progressivo abbandono delle pratiche vinicole. Inoltre con l’avvento dei maomettani, ai quali è proibito dalla religione il consumo di bevande alcoliche, si ebbe un abbandono della coltura della vite in amplie zone del Mediterraneo. Nel Medioevo e nell’epoca dei Comuni l’enologia italiana riprese vigore, ma venne praticata esclusivamente nei conventi e nei castelli. Fu solo a partire dal XVI secolo, con il Rinascimento italiano, che iniziò un periodo di grande espansione della coltivazione della vite e della produzione del vino. Ai nostri giorni non c’è regione italiana che non produca vini, apprezzati non solo nella Penisola ma anche all’estero. LE BASI DELLA VITICOLTURA MODERNA La viticoltura moderna è nata verso la fine del secolo scorso per un evento del tutto imprevisto che indusse a moltiplicarne gli studi, le ricerche e i progressi nelle tecniche di coltivazione. Con gli scambi tra continenti, infatti, comparvero in Europa alcuni parassiti di provenienza nordamericana che misero in gravissimo pericolo la viticoltura, minacciando addirittura di farla scomparire se non si fossero trovate idonee soluzioni. Due di questi parassiti, l’oidio (Uncinula necator) e la peronospora (Plasmopora viticola), vengono attualmente combattuti chimicamente, e il loro controllo è un grosso banco di prova per l’agricoltura biologica che, per contrastarli, punta rispettivamente soprattutto sull’uso di zolfo e rame. Il caso della fillossera (Pliloxera vastatrix), un piccolo insetto di origine americana della famiglia degli afidi, è stato invece definitivamente risolto con uno dei più brillanti esempi storici di lotta biologica. La fillossera devastò i vigneti di tutta Europa prima che se ne conoscesse con precisione il comportamento e si scoprisse come fosse possibile eliminarne totalmente i danni. Le viti americane hanno radici insensibili all’attacco di questo parassita, perché adattate da millenni di convivenza; tale adattamento consiste in un più spesso strato di sughero sotto la superficie radicale che rende innocue le punture dell’insetto. La Vite europea ha invece una costituzione delle foglie non gradita alla fillossera che così non vi si insedia dunque la soluzione: innestare le varietà europee di grande qualità organolettica sulle resistenti radici americane. Così è nato un ampio settore vivaistico che adotta gli ibridi di viti americane (Vitis riparia, V. rupestris, V. berlandieri ecc.) da utilizzare come portainnesti per le gemme delle nostre viti italiane produttrici di uva qualitativamente migliore. Esistono anche ibridi americani che fanno direttamente uva, come il Clinton, l’Isabella (uva fragola), ma la legge italiana ne vieta l’impianto. Tale divieto, già deliberato nel 1981, e poi ripreso nel dopoguerra, ha diverse motivazioni storiche economiche e agronomiche; in definitiva, persiste a salvaguardia della qualità tradizionale dei nostri vini. CONCLUSIONI Tu conoscevi la storia del vino? Se questi argomenti possono interessarti, scrivimi in privato. Magari puoi anche consigliarmi qualche argomento da trattare e che vorresti approfondire. Continua a seguirmi, per non perdere tutte nostre novità di questo spumeggiante 2025. #storiadelvino #originidelvino #viticolturaantica #tradizioni #winhistory #ancientwine #vitisvinifera #italia #vino #wine