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Il biologico, nelle produzioni agroalimentari, ormai è molto più di una nicchia e anche il settore vinicolo ne sta prendendo consapevolezza. L’Italia è oggi il primo produttore di vino biologico certificato al mondo, con circa 500 milioni di litri, ovvero l’1% del totale vitato del nostro paese.

Nel 2016 le vendite sono ammontate a 275 milioni di euro, con un balzo del 34% rispetto all’anno precedente. Di questi, 192 milioni hanno rappresentato il valore del vino esportato, in rialzo del 40% rispetto al 2015, mentre il progresso sul mercato interno è stato del 22%. In Italia il biologico fa particolarmente presa in quanto il vino qui, più che altrove, è espressione del legame con il territorio, e di conseguenza può avere un ruolo privilegiato nella sua tutela ambientale, sociale ed economica.

Anche il Vinitaly, la più grande manifestazione d’Italia ma non solo dedicata al mondo del vino, si sta adeguando alle evoluzioni del settore e dà sempre più spazio al biologico. Basti pensare a VinitalyBio, salone dedicato al vino biologico certificato prodotto in Italia e all’estero, organizzato in collaborazione con Federbio (Federazione Italiana Agricoltura Biologica e Biodinamica). Per l’edizione 2018 (15-18 aprile) è prevista anche un’enoteca bio, per permettere alle aziende produttrici di proporre le proprie linee biologiche certificate.

Insomma, il metodo biologico può essere oggi per le aziende vinicole grandi e piccole un’occasione per ampliare la propria offerta adeguandosi alle nuove esigenze del mercato e allo stesso tempo sposando la filosofia della viticoltura sostenibile.

2018-04-06T18:51:09+00:00 30 marzo, 2018|Non categorizzato|