Un mondo antico

Territorio

La scelta dei territori non è casuale, ma voluta, mirata e dettagliata: quattro ettari e mezzo di vitigni dislocati fra Eboli e il Parco del Cilento. Un microclima favorevole e una cornice da favola, quella della Campania Felix. In questo contesto abbiamo distribuito i nostri filari, contando su un territorio fertile e fecondo, quello di Eboli, città d’origine della famiglia, da un lato e il paese di Perdifumo dall’altro. Dove tra il mare di Castellabate e i monti del Cilento, immerso nei vigneti, sorge un caratteristico rudere, che sogniamo di trasformare nella nostra cantina.

Ad Eboli, su un terreno di 3 ettari, coltiviamo Aglianico mentre a Perdifumo, area scelta per la sua strategica posizione, per un totale di un ettaro e mezzo, c’è sia Aglianico che Fiano. Il tipo di allevamento delle vigne è il Guyot.

Pratichiamo la lotta integrata nella difesa delle colture. Con un ridotto impiego di prodotti chimici. Questo ci spinge sempre più verso tecniche a basso impatto ambientale sia nella coltivazione che in tutto il processo di vinificazione.

Un posto divino

Perdifumo, Cilento

Conosci Perdifumo? Perdifumo è una cittadina molto particolare e caratteristica, dove la storia e la tipicità si incastrano con i colori dei fiori, del cielo e del verde. La proloco di Perdifumo durante il periodo estivo ed invernale organizza eventi, definiti “Porte Aperte”, frequentati da migliaia di persone che provengono da ogni parte del mondo. A Natale l’attrazione migliore è la lotta dei “Babbo Natale”, molto simpatica e da non perdere, anche per l’atmosfera romantica creata dalla neve artificiale. Perdifumo è anche una località turistica, non solo per la gastronomia locale, per il calore della gente, ma anche per il panorama con i monti del Cilento e il mare di Castellabate. Prenotando una visita in cantina potrai rivivere tutto questo. Dal 2014, cioè da quando abbiamo piantato il vigneto di fiano e aglianico, frequento assiduamente questo splendido posto. Produrre vino nel Cilento significa quindi in qualche modo farsi testimoni del prezioso patrimonio di valori, tradizioni e suggestioni che questo incantevole territorio custodisce.

Una storia antica

Eboli

Il nome Eboli potrebbe derivare da Eu bòlos (“buona zolla”), o da un mitico fondatore: Ebalo, figlio della ninfa Sebeti e di Telone, re di Capri, menzionato da Virgilio alla fine del settimo libro dell’Eneide. Si tratta, tuttavia, di ipotesi non documentate da fonti scritte. Quando i Greci arrivarono ad Ebhura (trascrizione indoeuropea), trovando il nome simile a quello di numerose località della Grecia, la indicarono come “Ephýra”. Difatti, il nome “Ephýra” è l’antico nome di Corinto. Un’ulteriore origine del nome potrebbe derivare da “Ευ πόλις”, ossia “buona città”: la π si sarebbe trasformata nella β, che sarebbe sfociato poi nella variante del latino medievale “Ebolus”, dunque “Evoli” e poi, infine, “Eboli”. Il territorio fu frequentato sin dalla preistoria, come testimonia il ritrovamento di una mummia neolitica in località Corno d’Oro. La località di Eboli, resa celebre dal romanzo di Carlo Levi “Cristo si è fermato a Eboli”, è la terra di origine della mia famiglia. Non a caso le ho reso omaggio dedicandole tre vini: Ephyra, Jévule ed Evoli. Eboli si presta a varie coltivazioni, è rigogliosa di frutti, un territorio che ama preservare e valorizzare la sua storia, le sue tradizioni e le sue eccellenze. E tra queste ultime spicca anche il vino, protagonista di numerosi degli eventi che animano il centro storico nel corso dell’anno.